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Museo della Coca Cola ad Atlanta: guida alla visita

Alla scoperta della storia della Coca Cola

Atlanta è una grande metropoli che si trova nella zona più a ovest della Georgia, una zona caratterizzata da un clima severo e dove ancora sventolano ancora con orgoglio le bandiere sudiste, a ricordare che le ferite della guerra di Secessione non sono ancora del tutto rimarginate.
Atlanta è famosa per essere la città di Martin Luther King, per il suo aeroporto considerato il più grande del mondo, per il suo incredibile acquario che in una vasca enorme ospita alcuni esemplari (rarissimi in cattività, viste le dimensioni gigantesche di questi splendidi animali) di squalo balena, maestosi nel loro incedere lento e solenne, e per essere la sede della emittente televisiva CNN, che può essere anche visitata.

Ma l’attrazione principale è sicuramente il World of Coca Cola (worldofcoca-cola.com), il museo di uno dei simboli americani più noti, osannati e al contempo odiati al mondo.
Il museo si trova a Downtown, molto vicino al Centennial Park dedicato alle Olimpiadi che si sono svolte proprio ad Atlanta nel 1996. Attiguo al museo l’acquario, di cui ho brevemente accennato prima, con il quale condivide lo sterminato parcheggio coperto. La vista di entrambi in una giornata è un’ottima combinazione che si completa senza grossi affanni e che soddisferà sicuramente sia grandi che piccoli. Conviene scegliere di visitare il World of Coca Cola al mattino presto, perché spesso l’afflusso è notevole e le code raggiungono lunghezze ragguardevoli.

world of coca cola

Noi lo abbiamo visitato nel periodo del Ringraziamento, a fine Novembre, attratti dalle chimere del sud caldo e accogliente, ma abbiamo scoperto che Atlanta d’inverno è una città freddissima!
Dopo avere acquistato i biglietti si entra obbligatoriamente in una prima sala dove i visitatori vengono accolti al grido di “Benvenuti alla fabbrica della felicità” e assistere al filmato “Moments of happiness” che ripercorre brevemente alcuni momenti salienti nella storia della bevanda. La retorica dell’associazione della Coca Cola con la felicità è uno dei temi dominanti dell’aggressivo marketing del marchio, e quindi nemmeno il museo può sfuggire a tale logica. Oltretutto la sosta obbligata nel piccolo teatro consente di scaglionare gli ingressi alle successive sale.
Al termine del filmato si accede alla grande hall su cui si affacciano le svariate sale che compongono il museo, disposte su due piani.

La galleria “Milestones of Refreshment” ripercorre attraverso pezzi originali l’intera storia della Coca Cola, fina da quando il farmacista John Pemberton la inventò nel 1886 come rimedio al mal di testa e alla stanchezza. La confezione commemorativa emessa per i mondiali di Italia ’90 non me la ricordavo! “Vault of the Secret Formula” dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo) il luogo dove la formula, tuttora segreta ed estensivamente imitata, viene gelosamente conservata. “Bottle Works” riproduce la fase di imbottigliamento industriale del prodotto, con macchinari funzionanti.

Life Positively Portrait Wall” intende mostrare le iniziative benefiche condotte dalla Coca Cola nel mondo, un chiaro esempio di migliorare l’immagine di un marchio che nonostante tutto suscita ancora sentimenti contrastanti. Non manca la possibilità di lasciare un messaggio per ringraziare per ciò che la bevanda ha fatto per voi (a dire il vero i messaggi sono quasi esclusivamente americani), e una galleria d’arte.
E non può mancare una foto ricordo con il Polar Bear, popolarissimo fra i bambini.

coca cola atlanta

Ma il vero clou del museo si raggiunge alla fine. Nell’ultima sala, denominata non a caso “Taste it”, si ha la possibilità di assaggiare senza limitazione tutti i prodotti che la società Coca cola vende nel mondo. Non solo le varianti di Coca Cola destinate principalmente al mercato americano (Coca Cola alla ciliegia, Coca Cola alla vaniglia, Coca Cola al ginger, in un crescendo di dolcezza cui solo pochi palati possono resistere, per arrivare alle serie limitate), ma anche tutti gli altri soft drink in vendita dall’Uganda al Giappone, passando per l’Europa. Io ho avuto l’ardire di assaggiarli tutti e 60 circa, per constatare come alcuni di essi abbiano un gusto così sgradevole che solo un marchio potente come la Coca Cola può riuscire a vendere senza subire contraccolpi economici da portarla al fallimento. E alla fine della visita vi regalano anche una bottiglia in serie limitata.

Ma la visita non è finita. Una volta usciti si passa attraverso il negozio di souvenir, ed è praticamente impossibile uscirne senza avere acquistato qualcosa: inutile anche solo resistere. L’offerta di gadget è praticamente sterminata, e di tutti i prezzi: libri, oggetti artistici, strumenti per la cucina, giocattoli, piatti e bicchieri, abbigliamento, e chi più ne più ne metta, senza dimenticare le bottiglie di Coca Cola con le etichette a tema (dedicate ai compleanni, alle feste di laurea, alle feste della mamma, e anche in questo caso impossibile elencarli tutti).
Quindi, perché visitare il World of Coca Cola ad Atlanta? Per i bambini per entrare in un mondo magico che li entusiasmerà, per i grandi per scoprire quale potenza commerciale e quale commistione di retorica e politica vi sia dietro la bottiglia che ogni tanto stappiamo nelle nostre case. Non a caso il Cuba Libre è a base di Coca Cola.

Marco Scandali

La mappa del World of Coca-Cola

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