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I grandi parchi tra Utah & Arizona

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L’itinerario: da Salt Lake City a Los Angeles

Un itinerario di circa 2000 km attraverso 4 stati, da percorrersi in 13 giorni alla scoperta di una delle zone più aride e calde degli Stati Uniti, che alterna soste dotate di tutti i confort con altre dalle sistemazioni potenzialmente più “spartane”.

L’itinerario proposto potrebbe risultare sconsigliato per bambini piccoli, viste le temperature estreme della Death Valley e  dato che qualsiasi tipo di escursione al Grand Canyon risulta impegnativa in termini fisici e di orari. Ovviamente rinunciare alle escursioni nel Grand Canyon può ridurre l’impegno.

In ogni caso è necessario prenotare ogni sistemazione con largo anticipo vista la massiccia affluenza di viaggiatori che caratterizza queste zone. Se possibile evitiamo di pernottare a Las Vegas nelle notti di venerdì e di sabato, quando i prezzi delle camere aumentano notevolmente per sfruttare l’afflusso dei giocatori del fine settimana.

I periodi migliori per affrontare il tour sono quelli di aprile-maggio, per evitare almeno parzialmente il caldo torrido ma secco di questa zona d’America. La Death Valley d’estate può arrivare a temperature prossime ai 50°, e anche Las Vegas ha la fama (meritata) di essere una fra le città più calde d’America. Da tenere conto, viceversa, che al Grand Canyon sono possibili forti temporali nelle prime ore del pomeriggio anche durante le giornate più assolate, visto il suo clima definito “monsonico”.

Le possibilità di personalizzazione di questo tour sono davvero tante: dal Grand Canyon si può puntare verso est alla scoperta delle meraviglie dello Utah (Page in Primis), oppure invece di arrivare direttamente a Salt Lake City si possono prima visitare i grandi parchi del nord, fra cui il celebre Yellowstone. O ancora prolungare la propria sosta finale a Los Angeles. Infine, ma è ovvio, si può anche scegliere di prolungare la sosta a Las Vegas e tentare la fortuna!!

Giorno 1: arrivo Salt Lake City

Salt Lake City dispone di un grande aeroporto internazionale posto in vicinanza della città, con voli da tutte le principali città americane e dove è possibile noleggiare l’auto che ci porterà attraverso il tour (anche questa da prenotare con largo anticipo perché la formula fly and drive è l’unica possibile in questo angolo d’America). Se possibile prenotare un fuoristrada 4 ruote motrici, sicuramente il mezzo più idoneo ad affrontare i terreni insidiosi e polverosi della Death Valley. Il centro città si raggiunge con circa 10 minuti di auto.

Giorno 2: Salt Lake City

Salt Lake city è la capitale della Setta dei Mormoni, un a congregazione estremamente potente e diffusa su tutto il territorio americano. Il loro tempio, posto proprio al centro di Salt Lake City e  non aperto al pubblico, impressiona per dimensioni e ricchezza. Vale la pena di cominciare a macinare qualche chilometro e andare al Lago, il più grande ad acqua salata dell’emisfero occidentale, per scoprire un ecosistema ricco di fauna e di splendidi panorami, un vero e proprio antipasto di quello che vedremo nei prossimi giorni.

las vegasLas Vegas, il Flamingo

Giorno 3: da Salt Lake City a Las Vegas

Imbocchiamo la I-15 e percorriamo rilassati i 700 Km che separano le 2 città attraverso le suggestive visioni del deserto del Nevada, che ci regala colori sgargianti sotto il sole luminoso, un cielo indaco grande come l’universo, e misteriose strade sterrate attraverso lil deserto di cui non si capisce la genesi e sopratutto l’utilità. Un vero viaggio nel viaggio. Al pomeriggio si arriva a Las Vegas e la sera stessa ci si butta sulla Strip, nel turbinio di varia umanità che da sempre la contraddistingue e rappresenta a sua volta uno spettacolo imperdibile.

Giorno 4: Las Vegas

Las Vegas è un qualcosa di unico, una città che sfugge alla definizione di città, un monumento all’effimero e al vizio, la vera “Sin City”. Inutile cercare di ricondurla nei canoni tradizionali, va presa e accettata per quello che è, una sorta di zona franca dove gli americani sfogano le loro repressioni quotidiane buttandosi nell’eccesso. Lasciamoci andare e visitiamo i grandi alberghi a tema, veri e propri monumenti al kitsch, oppure beviamo adrenalina a sorsate alla Stratosphere Tower con le sue attrazioni poste in cima al grattacielo, che davvero mettono a dura prova i nervi dei più temerari. Insomma viviamo il suo ritmo frenetico, ma se proprio non ci riusciamo rilassiamoci ai bordi di una piscina. Oppure, semplicemente, giochiamo alle slot o ai tavoli come “gambler” professionisti!!

Giorno 5: Las Vegas – Grand Canyon

Conviene svegliarsi piuttosto presto per evitare il traffico del giorno, quando ancora gli ultimi giocatori stanchi finiscono di perdere i loro ultimi averi, considerazione ancor più valida se non si intende rimanere al Grand Canyon ma si tornerà indietro la sera stessa. Si percorre la US-93 e poi la I-40 per un totale di 450 Km circa, volendo si fa una piccola deviazione per meravigliarsi di fronte alla Hoover Dam (la diga più grande d’America), altrimenti si punta direttamente al South Rim Visitor Center del Grand Canyon, da dove parte la AZ-64 (Desert View Drive). Questa strada panoramica, grazie ai suoi tanti punti panoramici, consente di affacciarci sul panorama mozzafiato di quello che risulta uno dei luoghi più fantasmagorici al mondo, una delle più belle cattedrali costruite da Madre Natura con la sua inarrivabile sapienza. Non ci sono parole per descriverne la bellezza aspra e severa, e al termine del percorso il concetto di infinito ci sarà un po’ più familiare. La sera si pernotta in un hotel del Grand Canyon Village, oppure a Tusayan (piccolo villaggio posto poco più a sud lungo la US-180)

grand canyonGrand Canyon – South Kalibab Trail

Giorno 6: Grand Canyon

Trascorriamo un secondo al giorno al Grand Canyon. E’ il momento di scendere nel canyon (ovviamente perfettamente organizzati e autorizzati dai ranger del parco) e ammirare dal basso le sue pareti rocciose nelle quali è scritta la storia del mondo, in tutta la sua durata. E’ il momento di sentirsi veramente piccoli di fronte all’immensità di questi luoghi silenziosi e solitari. E’ il momento di comprendere quanto dura possa essere la vita in questa zona, e di guardare con accresciuto rispetto coloro che, uomini o animali, hanno deciso di vivere qui. E’ il momento di gioire per essere stati ammessi ad assistere a tale spettacolo. La sera si pernotta nel Canyon durante l’eventuale escursione, oppure ancora al Grand Canyon Village o a Tusayan.

Giorno 7: Grand Canyon – Las Vegas

Torniamo indietro e trascorriamo un’ultima notte a Las Vegas, per riprendersi delle fatiche del giorno precedente sfruttando l’onnipresente e potentissima aria condizionata di Las Vegas. E visto che siamo qua, perché non approfittarne per sposarsi nuovamente (o per la prima volta) in una delle tante pacchiane cappelle che si trovano in città, e che rappresentano un’attrazione nell’attrazione?

Giorno 10: Las Vegas – Death Valley

E’ il momento di andare a esplorare una delle aree più inospitali dell’intero pianeta. 220 km da percorrere lentamente, perdendo la vista all’orizzonte, attraverso la US -160 per entrare in California e dormire in prossimità del parco (vi sono svariate soluzioni nelle vicinanze, sempre da prenotare con congruo anticipo), sognando le meraviglie che vedremo il giorno dopo.

death valleyBadwater, Death Valley

Giorno 11: Death Valley

Eccola, finalmente, questa immensa depressione che rappresenta una delle zone più calde del pianeta. Una sorta di inferno portato sulla superficie che però offre ai suoi visitatori panorami di rara bellezza. Lo Zabriskie Point del film di Michelangelo Antonioni è proprio qui, per esempio, ma i punti spettacolari sono tantissimi e quello da non mancare assolutamente è il Dante’s View, uno dei punti più alti dell’intero parco da cui si gode di una vista mozzafiato. Ma dopotutto come perdersi anche le grandi dune sabbiose del Mesquite, o il Racetrack con le sue rocce che lasciano una scia di movimento dietro di loro, come se camminassero da sole quando nessuno le guarda? Da ricordare che vaste aree del parco sono accessibili solo utilizzando strade sterrate non idonee a tutti i tipi di veicoli, per cui organizziamoci per tempo

Giorno 12: Death Valley – Los Angeles

Lasciamo la poesia della Death Valley, i suoi silenzi e buttiamoci per l’ultimo giorno nel traffico allucinante di Los Angeles, la metropoli grande quanto una provincia italiana dove trascorriamo l’ultima notte della nostra esperienza americana. Per raggiungerla utilizziamo i 500 km della CA-127 verso sud e poi la I-15, che già abbiamo percorso in altre zone all’inizio di questo viaggio. Una volta arrivati in città la scelta delle attività è praticamene infinita: a ognuno la sua.

los angeles laxVista dall’osservatorio di Los Angeles

Giorno 13

E’ il giorno della partenza da Los Angeles.

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Responsabile Contenuti

Andrea

Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!

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