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Nativi Americani: tra storia, leggende e grandi capi

Gli Indiani d’America, detti anche Nativi americani o Pellerossa, per via del colore olivastro della loro carnagione, sono una popolazione indigena suddivisa in diverse etnie, che già prima della colonizzazione degli europei, erano stanziati sia nell’America del Nord che in quella centrale e del sud, seppur con qualche particolarità fisica differente.

Al giorno d’oggi però, dei numerosi gruppi culturali insediatisi tra il Canada e gli Stati Uniti, ne sono sopravvissuti davvero pochi, soprattutto perché caduti sul campo di battaglia e perché deceduti per gravissime malattie introdotte dall’uomo bianco, questo in modo particolare tra l’inizio del ‘700 e la fine dell’800. In Canada e nella parte più settentrionale degli Stati Uniti, giusto per curiosità, sono famose le tribù delle cosiddette “Sei Nazioni”, confederazione composta da Cayuga, Mohawk, Oneida, Onondaga, Seneca e Tuscarora, senza dimenticare Uroni, Irochesi e Mohicani. Nel resto degli Stati Uniti invece, ad esempio nell’area del Gran Bacino, quella comprendente le catene montuose dello Utah, del Nevada e della California, ecco che compaiono i Paiute e gli Shoshoni, nella zona delle Pianure, quella che si estende dal Canada centrale fino al Messico e dal Midwest alle Montagne Rocciose, ecco che si stabiliscono i Blackfeet, i Sioux, gli Cheyenne, gli Arapaho e i Comanche, nell’area delle Foreste orientali, dal Minnesota e Ontario fino all’oceano Atlantico a Est e fino alla Carolina del Nord a Sud, ecco che troviamo ancora una volta gli Irochesi, seguiti da Ojibway (Chippewa) e i loro parenti Ottawa, i Lenape o Delawares, gli Shawnee e i Potawatomi, nella regione a clima tropicale, che si estende a Nord del golfo del Messico, dalle coste dell’Atlantico al Texas centrale, ecco che ci sono i Cherokee, i Creek, i Seminole e i Chickasaw, e infine nell’area del Sud Ovest, comprendente l’Arizona, il Nuovo Messico, il Colorado meridionale e il Messico settentrionale, ecco che compaiono gli Apache, i Mohave, i Navajo e i Pueblo (fra cui gli Hopi).

Dopo aver indagato l’aspetto storico-sociale, passando in rassegna i vari popoli nativi americani, ora è d’obbligo celebrare gli avvenimenti più significativi che li hanno visti protagonisti, come la Guerra dei Sette Anni del 1755, che vide fronteggiarsi inglesi e francesi per questioni di predominio territoriale e commerciale, l’Indian Removal Act del 1830, legge approvata dal congresso americano con l’unico scopo di portar via agli indiani vasti possedimenti terrieri, il confinamento dei Cherokee in riserve (1838), perché la loro terra è diventata proprietà dei bianchi, essendo colma di giacimenti auriferi, l’Oregon Trail (1842), prima pista atta ad attraversare i territori indiani e a creare scompiglio tra i nativi, soprattutto per motivi di massiccia urbanizzazione delle città e civilizzazione agricola di tipo europeo, l’attacco di Sand Creek del 1864, organizzato dall’esercito Usa per decimare gli Cheyenne, l’uccisione degli Cheyenne sopravvissuti a Sand Creek, da parte del generale Custer sul fiume Washita e il Trattato di Fort Laramie (1868), firmato dai Sioux per ottenere cibo e denaro così da non dover più saccheggiare le carovane in transito sull’Oregon Trail, la scoperta dell’oro delle Black Hills (1874), dove scoppia una guerra tra bianchi e indiani Sioux per il controllo del territorio, la battaglia di Little Big Horn (1876), dove George A. Custer e i suoi soldati vengono sconfitti dagli indiani, e lo stesso Custer cade sul campo, decretando una delle più grandi vittorie dei Nativi americani, la pesante sconfitta dei Sioux a Wounded Knee (1890), la cittadinanza statunitense offerta a tutti i nativi americani (1924) e per finire, i 100 milioni di dollari ottenuti dai Sioux per compensare la perdita di vite indiane delle “Black Hills” (1980).

Concludendo, i nomi dei nativi americani più celebri sono Cavallo Pazzo, Geronimo, Toro Seduto, Nuvola Rossa, Alce Nero, Cochise, Pocahontas e Thayendanegea o Joseph Brant. Cavallo Pazzo e Toro Seduto sono conosciuti soprattutto per la battaglia di Little Bighorn del 25 giugno 1876, dove guidarono 1.200 guerrieri Sioux contro 211 soldati del generale Custer, vincendo brillantemente il conflitto. Geronimo invece, capo Apache valoroso e fiero, è ricordato per aver combattuto per ben 25 anni contro gli Stati Uniti, colpevoli di volersi appropriare di tutta la terra della sua gente. Fu sconfitto e costretto alla resa dal generale Nelson Miles a Skeleton Canyon (Arizona). A seguire, è la volta dell’indiano Sioux Nuvola Rossa, che guidò con successo la sua tribù contro l’attuazione del “Bozeman trail” (progetto ferroviario atto a collegare il Wyoming ai bacini auriferi del Montana), e si arrese soltanto con l’abbandono del progetto da parte del governo statunitense, Alce Nero, importante uomo di medicina, che giovanissimo combatté nella battaglia di Little Bighorn, per poi partecipare al conflitto di Wounded Knee, dove fu ferito e sconfitto, Cochise, grande leader Apache, Pocahontas, giovane nativa americana che si innamora del colone John Smith, ricambiata, ma non ci sono prove certe di una relazione sentimentale tra i due, per poi sposare il nobile John Rolfe, credendo morto Smith perché catturato da una nave pirata francese, e infine Joseph Brant, politico nativo americano e ufficiale britannico durante la Rivoluzione Americana.

Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!

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1 commento
  • Per retifica…. i Guerrieri Nativi, così preferisco chiamarli, erano 12.000 contro 3500 amerinai nella battaglia di Little Big Horn nel 25 giugno 1876