dallas serie tv
dove sei: Home » Un tuffo negli anni ’80: la serie TV Dallas

Un tuffo negli anni ’80: la serie TV Dallas

Chi come me ha vissuto gli anni ’80 non può dimenticare l’invasione delle serie TV americane, dei primi serial che raccontavano la vita oltre le righe di grandi e facoltose famiglie americane. Dallas, Falcon Crest, Flamingo Road erano appuntamenti fissi per le signore che volevano evadere dalla propria routine quotidiana.

Per assaporare ancora una volta quell’atmosfera ormai lontana negli anni si deve andare a Dallas e visitare il Southfork Ranch, posto poco fuori città in direzione nord est, location scelta per la produzione della serie della CBS che è andata avanti dal 1978 al 1991 ed è stata vista in 96 paesi del mondo. Dopotutto chi può dimenticare il cattivo JR e il suo enorme cappello?

La visita (a pagamento) include una piccola esposizione di memorabilia della serie TV (copioni, manifesti, foto, costumi, ecc), un negozio fornitissimo di tutti i gadget possibili e immaginabili dove fa bella mostra di se una delle chilometriche auto utilizzata per la serie, e il ranch vero e proprio. Qua si viene condotti da una guida che illustra i vari ambienti e gli aneddoti celebri che caratterizzano ogni stanza.

Devo dire che vista da fuori la casa dà un’impressione di grandezza smisurata, mentre poi all’interno alcuni degli ambienti sono stranamente piccoli: forse una volta i canoni della casa americana erano diversi. La porta è smisuratamente larga, perché in Texas vige la tradizione di esporre il feretro del defunto in casa propria, che poi deve essere portato via, e una porta extralarge facilita il passaggio.

Una volta dentro invece colpisce l’arredo, sicuramente caratterizzato da un proprio stile inconfondibile ma che credo di non esagerare a definire un po’ pacchiano, estremamente appariscente come si addice a chi vuole o deve ostentare la prima ricchezza a tutti i gusti lasciando il buongusto in secondo piano. Dopotutto siamo in Texas, uno stato famoso per l’orgoglio smisurato dei propri abitanti che si definiscono prima texani e poi americani, e l’appellativo di “tutto cappello e niente bestiame” (“all hat and no caddle”, la versione locale del “tutto chiacchiere e distintivo” con chiaro riferimento al numero di bovini che qui rappresenta il vero metro della ricchezza) non vuole sentirselo affibbiare nessuno. Non può mancare una foto ricordo assieme alla gigantografia di JR, con i bicchieri di scotch in mano, così come una alla sagoma del cadavere di JR stesso disegnata a terra.

Noi siamo andati in una bella giornata di inizio luglio, e dopo la visita abbiamo approfittato della presenza di una fiera di scuole cristiane, l’evento clou del periodo, nel quale perdersi e raccogliere le tonnellate di gadget (parecchi anche utili, a dire il vero) che gli espositori fornivano, fra musica dal vivo e barbecue succulenti. Parecchi visitatori si erano organizzati in vero american style, piantando il proprio gazebo con la chiara intenzione di trascorrervi l’intera giornata.

Ero venuto al seguito di mia moglie, ma devo ammettere che alla fine mi ci sono divertito anch’io. Una sorta di tuffo nel passato.

Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!

Aggiungiti alla discussione