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Central Park New York: dagli hippie agli hipster

Central Park è il polmone verde della Grande Mela, un parco che si snoda nel centro della città e che ogni giorno raduna migliaia di persone per i motivi più svariati. C’è chi fa jogging, chi si dedica ad una passeggiata con i bambini, chi si distende con una coperta per leggere un libro al fresco delle piante. Come un po’ accade in tutte le grandi città, anche Central Park è stato, ed è tuttora, luogo di raduni,
In questo senso il parco diventa la meta dove persone che sposano lo stesso stile e lo stesso life style si incontrano per passare il tempo e per manifestare pubblicamente la loro filosofia di vita. Ricordate il film Acquarious, diretto negli anni ’70 da Milos Forman?
In questo storico musical, il parco veniva descritto come il centro nevralgico di incontro della comunità hippie newyorchese. Durante gli anni ’60 i ‘Figli dei Fiori’ abitavano il parco, con i loro colorati vestiti, con le loro chitarre e le loro danze sfrenate. Gli hippie manifestavano contro la guerra del Vietnam con cortei e si radunavano al fresco delle piante per predicare la loro concezione del mondo come ‘libero e pacifico’.

central park hipster

Quasi cinquant’anni dopo lo scenario di Central Park è molto cambiato, ma questo luogo non ha mai smesso di ospitare tutte quelle persone che lo eleggono a luogo di appartenenza e che nel territorio hanno incontrato un posto piacevole dove incontrarsi.
Ecco che gli anni 2000 sono passati di mano dagli hippie a movimenti estetici e a stili di vita più moderni. Tra essi spiccano gli hipster, i quali incarnano il life style bohemienne in chiave super contemporanea. Ma cos’è o, o meglio, chi è un hipster?

Anche se può sembrare strano, il termine nasce negli anni ’30 negli Stati uniti, per indicare gli appassionati della musica jazz. L’evoluzione della definizione è stata molto intensa e, al giorno d’oggi, gli hipster rappresentano le persone ‘anticonvenzionali’, certamente interessati alla nascita di nuove forme di stile, ma tutto sommato persone che hanno incontrato il loro ‘mood’ in un abbigliamento ben definito, fatto di magliette loggate, di scarpe Vans sdrucite, di tatuaggi diffusi in tutto il corpo e di baffi molto ben curati. Occhiali tartarugati e normi e tagli asimmetrici completano il tutto e le femminucce hipster seguono abbastanza il look maschile, arricchendolo con leggins e pantaloncini corti, ma mantenendo un grande amore per le t-shirts ad effetto e possibilmente strappate.

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Gli hipster ricercano la bellezza, grafica e creativa, infatti la maggior parte di loro opera in contesti sicuramente legati allo stile, dalla moda urban street, fino alla grafica pubblicitaria. Cosa cambia in confronto agli hippie degli anni ’60? Poco, in quanto la volontà di manifestare un’estetica ben definita porta gli hipster a vivere il parco, ad incontrasi gli amici, a rilassarsi ascoltando la play list più giusta per l loro filosofia di vita.

Sicuramente cambiano le modalità, perché non vedremo mai gli hipster fare dei cortei con tanto di cartelli, ma probabilmente li vedremo sposare battaglie sul web sicuramente votate ad uno sfondo sociale. Il cambiamento interessa quindi l’estetica, ma Central Park rimane un luogo affascinante, dove ogni persona e ogni movimento può sentirsi libero di manifestare le proprie idee, siano esse esposte con una danza o con una maglietta con scritta ‘ad effetto’.

Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!

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