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Il Gateway Arch e il Museum of Westward Expansion

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Simboli di St. Louis e dell’espansione verso ovest

[controllare stato avanzamento lavori del sito e museo]

St Louis nel Missouri ha rappresentato durante il periodo della corsa verso ovest la vera e propria “Porta del West”, grazie alla fortunata posizione sul fiume Mississippi che la rese centro ideale per lo sviluppo della ferrovia e crocevia per le carovane di avventurieri e pionieri che andavano a colonizzare l’immenso e selvaggio territorio americano ancora inesplorato. A celebrare i fasti di questo passato, così celebrato nella storiografia americana, ci pensano il Gateway Arch, ormai assunto a vero e proprio simbolo della città, e l’annesso Museum of Westward Expansion.

Notizie Utili

L’arco e il museo sono ubicati proprio al centro di St. Louis, vicino alla Old Courthouse, all’interno di una elegante parco che si affaccia sulle acque del fiume Mississippi. Per raggiungerli si può utilizzare la fermata Laclede’s Landing della metropolitana (ma ve ne sono altre a distanza di passeggiata), oppure si può arrivare in automobile usufruendo del parcheggio dedicato. L’arco è aperto dalle 9-18 d’inverno, dalle 8 alle 20 d’estate: stessi orari invernali per il museo, che invece estende la sua apertura fino alle 22 d’estate. Sono chiusi il 1° Gennaio, a Natale e il giorno del Ringraziamento.

Noi siamo arrivati la sera di luglio e non abbiamo trovato code eccessive, ma conviene munirsi di pazienza perché l’affluenza al complesso può essere massiccia.

Il Gateway Arch

arco st louis

Esiste una sola parola per definire l’immenso arco, alto 192 metri, che si staglia al centro della città ben visibile anche da lontano: impressionante. Per rendersi conto della complessità e delle dimensioni dell’arco bisogna avvicinarsi, toccare la sua struttura e osservarlo da sotto: solo allora ci si rende conto che non esiste monumento simile a questo, inaugurato nel 1968, e che le sue dimensioni sono assolutamente e volutamente ciclopiche.

Eppure il monumento è anche aggraziato nelle sue forme, creando una sorta di contrasto che lascia interdetto il visitatore. Io sinceramene l’ho trovato sproporzionato, ma negli Stati Uniti tutto è gigantesco e qui non si sfugge alla regola. Chissà che effetto farebbe porlo in una delle nostre città, a fianco a un monumento storico.

La sommità si raggiunge utilizzando appositi trenini (della capienza di 40 persone, che attraverso un viaggio di circa 4 minuti portano fino alla sommità dell’arco. Non è un viaggio per claustrofobici, perché non ci sono finestre. Sono invece a disposizione di chi raggiunge la sommità ben 32 finestre, 16 per lato, che consentono do gode di una vista che spazia per miglia, ben oltre i confini della città di St. Louis. Le finestre sono visibili anche dal basso e appaiono veramente piccole, a rafforzare l’impressione di gigantismo che pervade l’osservatore.

Salire in cima è quindi un’esperienza adrenalinica in tutti i sensi perché l’impressione di trovarsi nel vuoto è forte. Chissà quale deve essere l’effetto in caso di vento, o di forte pioggia!!

Il Museum of Westward Expansion

il museo merita solitamente una visita per ammirare i tanti manufatti che raccontano l’espansione verso ovest della giovane nazione americana, che aveva bisogno di offrire ala sua abbondante manodopera terre da coltivare e zone da esplorare. Sono esposte diligenze, diorami, cimeli dell’Esercito, attrezzi, e le dettagliate descrizioni sono efficaci nel fare capire l’epopea di coloro che ebbero il coraggio di attraversare le terre fino ad allora conosciute, quelle a est del Mississippi, e di esplorare l’ignoto.

Museum of Westward Expansion

Ovviamente non mancano delle sezioni che spiegano la vita dei nativi americani e il loro tentativo di resistere all’invasione, esponendo tende, manufatti, armi e costumi delle varie tribù.

La durata della visita è di circa un’ora, ma volendo si possono anche assistere a delle proiezioni sull’arco nel frattempo che is attende di imbarcasi e ascendere alla vetta.

Il simbolismo e la retorica

Durante il mio periodo di permanenza negli Stati Uniti i miei colleghi americani mi hanno più volte rinfacciato il passato coloniale europeo, e ho sempre intavolato accese discussioni per sostenere che di fatto anche l’espansione verso ovest, glorificata e mitizzata dalla storiografia ufficiale a stelle e strisce, ha di fatto rappresentato una forma di colonizzazione attraverso l’imposizione popolazioni libere della volontà di un soggetto proveniente da altre zone. In pratica, ho sostenuto che anche gli Stati Uniti hanno un passato coloniale al pari di quello europeo.

Devo ammettere però di non avere fatto molta breccia nelle loro menti, perché la scuola ha insegnato loro che l’espansione era una necessità e un diritto. Io, tuttavia, sono rimasto fermo sulla mia idea.

Per questo visitare il complesso del Gateway Arch mi ha fatto riflettere a lungo, riflettere sulla opportunità di costruire un simile monumento e su come, nonostante tutto, le minoranze dei nativi americani siano tuttora alla ricerca della propria identità in questa nazione.

Andrea Tobanelli

Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!

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