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Hotel a Las Vegas: il Venetian

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Non sono andato a Las Vegas per giocare, ci sono andato per scoprire il perché questa città sia diventato un fenomeno sociale, perché rivesta un posto di primo piano nell’immaginario collettivo americano, perché riesca a sopravvivere nonostante abbia tutti gli elementi contro.

Per farlo ho scelto di soggiornare in uno degli alberghi più imponenti della Strip, il celebre Venetian. Il motivo della scelta non è legato a niente di particolare: semplicemente offriva il prezzo migliore. Io avevo puntato inizialmente al Camelot (più indicato per i bambini), al Mandalay Bay (per le piscine) e al Cosmopolitan (di livello superiore), ma diciamo che in fin dei conti uno vale l’altro (ad eccezione del citato Cosmopolitan).

Cominciamo con il dire che gli hotel della Strip sono qualcosa che sfuggono alla nostra capacità di comprensione: il Venetian ad esempio vanta 7000 enormi camere, 2 teatri, i casino, il centro commerciale, 3 piscine (ai piani superiori), parcheggio sotterraneo, una serie di ristoranti di tutte le tipologie e di tutti i prezzi in grado di sfamare migliaia di persone contemporaneamente…..e si potrebbe andare avanti a lungo. Una città nella città, un luogo dove scorrono ogni giorni fiumi di denaro del PIL di un piccolo stato africano……A queste migliaia di metri quadri si aggiungono le tante sale riservate sparse per l’hotel, quelle dove si gioca sul serio.

E’ un hotel a tema, ovviamente, come il nome suggerisce, e il tema è ovviamente Venezia. Ogni dettaglio è quindi ispirato alla città lagunare: l’architettura esterna che riproduce alcuni dei principali monumenti, gli interni decorati ad affresco, i canali che attraversano il centro commerciale (la cui pianta peraltro è simile a quella delle calli, e si trova anche Piazza San Marco), i negozi ispirati alle piccole botteghe storiche, il soffitto che riproduce il cielo veneziano nei diversi momenti della giornata, la divisa degli addetti al parcheggio che ricorda vagamente quella dei Carabinieri, la musica di sottofondo. Il vero regno del fasullo (fake, in americano), il trionfo del cartongesso, ma la vera tristezza è parlare con gli americani e sentirsi dire che non hanno più bisogno di venire a Venezia, tanto sono stati qua…..Si può addirittura fare un giro in gondola con tanto di gondoliere che canta in italiano con accento stentato, ma non ho mai visto gondole dotate di neon a Venezia. In compenso i negozi sono davvero tanti e il passeggio è divertente.

Non manca, ovviamente, la cappella matrimoniale, uno dei core business della città. Ci si può sposare nella cappella in stile chiesa rinascimentale, mentre per il ricevimento sono possibili diverse location. Prezzi modici e pacchetti all inclusive disponibili, sconti in particolari periodi dell’anno.

Le sale da gioco principali sono piano terreno, non sono ovviamente accessibile ai bambini ed è concesso fumare. Un’altra cosa è vietatissima: fotografare. Con intervento tempestivo gli uomini della security, più simili a mostri mitologici dopati che a esseri umani, vi sequestra la camera, lo smartphone o il tablet e vi cancella le foto. Se non altro la tecnologia moderna vi consente di perdere solo le foto incriminate: una volta vi avrebbero strappato il rullino e avreste perso tutto.

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Ma alla fine le camere come sono, ammesso che uno le frequenti (ho visto gente agonizzante davanti alle slot machine alle 5 di mattina, whisky nella mano e un futuro di prosperità gettato al vento in una notte)?Sono belle, bellissime, comodissime e tutto sommato a un prezzo accessibile. Per circa 180 dollari notte (colazione e parcheggio escluso, prezzo che aumenta leggermente durante il week end) ci hanno dato una suite da 65 metri quadrati con bagno imperiale (doccia, vasca, doppio lavandino, tavolo per il trucco, televisore e telefono), letto king size e salotto con divano ad angolo, televisore, mobile TV-frigobar e tavolo da gioco per 4 persone. Tutto molto comodo, tutto molto funzionale, tutto molto bene illuminato e confortevole (wi-fi immancabile e area condizionata costante, dato che a causa dei tanti suicidi del passato, dopo avere dilapidato fortune, le finestre non si aprono), magari pacchiano nei suoi eccessi di colori e forme ardite ma nel complesso piacevole. Ci si poteva persino scordare di essere a Las Vegas, almeno fino a quando mia figlia ha scoperto che a fianco alle scatole delle noccioline c’erano le scatole dei preservativi: il frigo bar offre quasi tutto, il resto si chiede al concierge o ci si procura sulla Strip (piuttosto facilmente). Ovviamente si tratta di una delle soluzioni “base”: non oso immaginare le vere suite che pezzi possano avere, e sopratutto che superficie……

Insomma, nell’albergo sono stato benissimo: camera ampia, servizio adeguato, piscine pulite e atmosfera ovattata. D’altra parte, invece, per un italiano (e veneto, oltretutto) la vista dei nostri monumenti riprodotti in maniera grossolana al solo fine di lucro, è triste. Un monumento storico è un simbolo di cultura, un emblema di storia, non una forma anonima. Purtroppo pare che negli USA la sensibilità per queste cose non ci sia.

 

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Scritto da
Andrea Tobanelli

Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!

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