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La natura selvaggia degli USA

Una cosa veramente invidio agli americani: la natura selvaggia degli USA, quella che nella piccola e affollatissima Europa non troviamo più, se non in luoghi remoti e inaccessibili.

Negli Stati Uniti non è così. Gli spazi infiniti e silenziosi del West sconfinato non sono che una delle tante rappresentazioni della natura americana, che  si manifesta sotto 1000 altre forme. Sempre diverse, sempre nuove, sempre capaci di scatenare emozioni vere e profonde. Penso ai ghiacciai dell’Alaska, ai canyon dell’Arizona, alle foreste di mangrovie della Florida, alle foreste del Wyoming. 1000 volti della stessa madre. E non serve percorrere chissà quali distanze per raggiungere i santuari più celebrati: spesso è la natura che ti viene a cercare, e offre sorprese che rimangono scolpite per sempre.

Esiste un solo tratto comune in tutte queste rappresentazioni, che ci fa capire come esista una sola regia occulta dietro le meraviglie che ci vengono offerte: il gigantismo. E’ tutto proporzionato, ed è tutto gigantesco: gli spazi, gli animali, i cieli. L’uomo che vi abita si è adattato, non volendo stravolgere il miracolo avvenuto: è tutto più grande che da noi.

Fra le rappresentazioni più eclatanti e generose della potenza della natura ci sono gli animali, che in America dominano ancora la maggior parte del territorio. L’uomo, in certe zone, è ancora ospite tollerato, in altre è un perfetto e indesiderato sconosciuto. Gli incontri con gli animali rimangono una delle testimonianze più limpide della mia esperienza americana. Ho incontrato molti più animali selvaggi in 3 anni trascorsi negli USA, che nel resto della mia vita passata in Europa. L’America è vastissima, la popolazione è concentrata in aree limitate, e sopratutto non ha dovuto subire a intervalli regolari le devastazioni che noi abbiamo imposto al nostro continente.

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Certo, non si devono sottovalutare gli animali selvatici che si incontrano così spesso, sia per la oro intrinseca pericolosità sia perché danno l’impressione di sapere di essere padroni, di sapere di dominare, di conoscere la loro superiorità. Mai approcciare con troppa disinvoltura un qualsiasi animale, in America: potreste morire per il morso di un minuscolo ragno, grande quanto una monetizza da 1 centesimo (il brown recluse), oppure essere morsi da una tartaruga solo apparentemente innocua (la snapping turtle), o più semplicemente farvi vaccinare per il graffio di un simpatico scoiattolo (come è successo a me). E tutto questo senza scomodare gli animali notoriamente pericolosi che abitano il continente quali alligatori, orsi, puma, serpenti a sonagli (questi ultimi veramente molto, molto diffusi).

Bisogna avere paura, quindi? No, assolutamente no. Bisogna avvicinarsi con il dovuto rispetto, con il naturale rispetto dovuto al padrone di casa, e una volta che l’animale avrà percepito la vostra non belligeranza vi ripagherà con una visione che rimarrà per sempre nei vostri cuori, con un’esperienza da raccontare per tutta la vita.

E allora mi rivolgo a tutti coloro che hanno la fortuna di intraprendere un viaggio negli USA: viste ala gente, vivete le città così diverse dalle nostre, vivete la schizofrenica atmosfera di New York e la decadente lentezza del Maine. Ma godete anche la natura, riscopritela e riscoprirete il bambino che ancora è in voi!

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Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!

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