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Alla scoperta del supermercato USA

Gli americani non hanno un buon rapporto con il cibo, è un dato di fatto. Non considerano il mangiare un piacere, bensì una necessità: non mangiano, si nutrono.

Le poche tradizioni culinarie vanno scomparendo compresse da ritmi di vita sempre più frenetici che non lasciano spazio a una preparazione accurata e ricercata del cibo, sostituita peraltro dalla ricerca di sapori sempre più forti: ogni alimento deve essere dolcissimo, oppure piccantissimo, oppure salatissimo……

Basti pensare che la pizza 4 formaggi non esiste, minimo devono essere 6….o che dire della cioccolata al bacon (peraltro carissima) o delle patatine all’aceto??

Partendo da questi presupposti anche la visita a un semplice supermercato può essere stimolante per coloro che abbiano voglia di scoprire e curiosità da soddisfare.

Si inizia ovviamente dal reparto frutta e verdura, dove colpiscono la cura maniacale con cui viene disposta la merce e, soprattutto, l’assoluta uniformità di colore delle mele, delle melanzane, dei peperoni, dei pomodori, insomma dei prodotti con la buccia liscia. Non è un fenomeno naturale: sulle confezioni è riportata chiaramente la tipologia di cera che viene utilizzata per trattare la merce e renderla così “omogenea”.

Il secondo aspetto che colpisce è la presenza del bancone del “lunch food”, ovvero di quei cibi generalmente già pronti in confezioni agili da portare in ufficio nella propria “lunch box”: insalate da condire con improbabili salse, panini di tutti i tipi, prodotti da microonde tutti rigorosamente in porzioni monodose.

supermercato stati uniti

Si tralascia il bancone del pesce, praticamente inesistente se si escludono gamberetti e poche varietà di pesce oltretutto meno saporiti rispetto ai nostri (merluzzo, tilapia, hammock e pochi altri).

Sproporzionati, invece, i banconi dei surgelati rispetto a quelli dei cibi freschi. E’ il cosiddetto “effetto microonde”, unica triste realtà culinaria per milioni di americani (soprattutto single) che fra ufficio, palestra, corsi serali e happy hour non reputano opportuno attendere nemmeno quei 20-25 minuti per prepararsi una pasta a pomodoro….Ci si trova di tutto, all’interno, in migliaia di varianti e accostamenti spesso discutibili: come dimenticare i ravioli al burro di arachidi??

Vera e propria particolarità a stelle e strisce sono i banconi del “finger food”, ovvero quella “categoria” alimentare che include l’infinità varietà di snack salati (arachidi, patatine, popcorn, ecc.) da sgranocchiare assieme alle birre (di solito molto leggere) e alle centinaia di tipi diversi di “soft drink”, ovvero di bevande dolci gassate: basti pensare, per esempio, che esistono ben 6 tipi diversi di Coca Cola (se non ricordo male) e almeno 7 diversi gusti di Pringles (pure al lime). Dopotutto, se ceni alle 6:30 del pomeriggio….alle 10 non hai fame??

Tante anche le marche di acque minerali, spesso aromatizzate.

Un’analisi più approfondita, per esempio delle etichette, aiuta a comprendere ancora di più i problemi nutrizionali di una nazione che sta perdendo la sua guerra contro l’obesità: i prodotti “fat free” o “0 calorie” sono molto reclamizzati, e persino sulle acque minerali è riportata l’indicazione delle calorie (che non sono necessariamente 0….) ma non l’analisi microbiologica.

Non possiamo pretendere di più da una nazione che discute se la percentuale di pomodoro presente sulla pizza sia tale da renderla assimilabile a una verdura, e quindi idonea a essere inserita nei menu scolastici come contorno…..

Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!

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