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Washington Square, il luogo più creativo di New York

Washington Square, il cuore del Village (come i Newyorker chiamano Greenwich Village), è il luogo che preferisco a New York. La Statua della Libertà è maestosa, la vista dalla cima dell’Empire State Building è mozzafiato, ma a Washington Square si percepisce un’atmosfera magica che non ha eguali nel resto della città.
Non si va a Washington Square per ammirare chissà quale monumento, ci si va per mescolarsi ai newyorkers più autentici e vivere come loro, anche se solo per pochi minuti o poche ore (come nel mio caso).

Dopotutto chiunque arriva a New York percepisce un clima di eccitazione che non ha riscontri nel resto del mondo, fatta di una creatività senza limiti che rende ammissibile in questa città quello che nel resto del mondo è fuori luogo, di movimento continuo, di cambiamenti radicali che avvengono nottetempo, di idee innovative, di incontri di culture diverse. Come dico sempre i newyorkers sono una delle attrazioni principali della città, e Washington Square è uno dei loro santuari più solenni.

Bisogna andarci in una domenica soleggiata di primavera, avendo cura di chiedere prima al mio amico Colin Huggings (lo trovate su Facebook, seguitissimo come una vera star perché in fondo a New York lo è) se porterà (a spinta) il suo pianoforte a coda montato su ruote, e se quindi le sue note saranno la colonna sonora che allieterà la vostra permanenza nella piazza. La sua musica, che ascolto seduto su una delle panchine vicine al suo pianoforte, è una delle cose più magiche di Washington Square.

washington square new york

Agli appassionati di scacchi è riservata una zona apposita del parco, dove i tavoli con la scacchiera vedono alternarsi i giocatori senza sosta. Si forma una coppia, si gioca la partita, ci si conosce e alla fine ci si saluta. Io sono stato invitato più volte da qualcuno già seduto che cercava un avversario, ma purtroppo ho dovuto ammettere la mia totale ignoranza. Ovviamente nessuno si azzarda a portarsi a casa i pezzi degli scacchi.

Lo spiazzo al centro è di solito utilizzato da gruppi di ogni genere per esibizioni, dalla danza tradizionale balinese ai canti religiosi degli amish, dal tai-chi alla break dance al tango argentino tutte da vedere e magari da vivere da protagonista buttandosi nel mezzo come un vero Newyorker. Nessuno si scandalizzerà dell’improvvisa voglia di protagonismo che vi pervade, perché a New York tutti vogliono e devono essere protagonisti.

Io di solito ci vado per leggere. Mi siedo vicino a Colin e la sua musica accompagna le pagine dei libri che leggo, un sottofondo ideale per chi vuole rilassarsi nella lettura e immergersi totalmente nell’atmosfera del libro. E assicuro che non sono il solo.
Ma sono sicuro che chiunque può trovare una ragione per andare in un luogo forse non molto conosciuto, forse fuori dai percorsi turistici, ma che offre molto di più di quello che uno possa credere.

Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!

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