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Monument Valley Tribal Park: la guida

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La Monument Valley Tribe Park è una vasta area rocciosa modellata nei secoli dall’acqua e dal vento, di straordinaria spettacolarità, che il mondo ha potuto conoscere ampiamente grazie al mondo del cinema, in particolare dai film western Ombre Rosse, Fort Apache e Rio Grande diretti da John Ford ed interpretati da John Wayne ma anche da C’era una volta il West di Sergio Leone con il grande Henry Fonda. In tempi più recenti sono state girate scene di Ritorno al Futuro III, Mission Impossible II e Forrest Gump, per citarne alcuni. E non mancano neppure spot pubblicitari, ad esempio quello della Marlboro.

Cenni Geografici sulla Monument Valley

Il Monument Valley Tribal Park si sviluppa al confine fra l’Arizona (32 km quadrati) e lo Utah (74 km quadrati) con un’estensione di oltre 100 km quadrati e un’altezza media di 1500 metri; il punto più elevato è il Monument Pass a circa 1800 metri. La valle appartiene all’area geografica dell’altopiano Colorado Plateau la cui maggior estensione denominata “Red Rock Country” ospita una grande concentrazione di fantastici parchi nazionali.

La Navajo Nation

L’area della Valle dei Monumenti è terra degli indiani Navajo e nella loro lingua Monument Valley significa Valle delle Rocce. I Navajo sono la seconda più grande tribù indiana riconosciuta a livello federale e vivono nella più grande riserva della nazione racchiusa fra nord-est Arizona, sud-est Utah e nord-ovest New Mexico.

Questa zona chiamata “Navajo Nation” ha un suo governo che si occupa di questioni esecutive, legislative e giuridiche ma sempre sotto il controllo e la giurisdizione del governo federale americano. Le tribù di nativi sono legate alle loro usanze e tradizioni in sinergia spirituale e pratica con la natura; i Navajo infatti utilizzano le piante del territorio come coloranti per tessuti, tappeti e a scopo medicinale. Sono inoltre abili nel creare gioielli (in particolare con pietre turchesi), vasellame e tappeti sia per uso personale che per la vendita. Anche l’idioma tribale è largamente utilizzato, molti indiani parlano inglese.

Orari e fuso alla Monument Valley

Da tenere presente che lo stato dell’Arizona non applica l’ora legale al contrario dello Utah. La “Navajo Nation” la introduce anche nella sua parte in Arizona, cosi nel periodo che va dalla seconda settimana di marzo alla prima di novembre c’è un’ora di differenza fra la Monument Valley e il resto dello stato dell’Arizona.

In entrambi gli stati il fuso orario è -8 ore rispetto all’Italia.

Come arrivare alla Monument Valley

Dall’aeroporto internazionale più vicino, lo Sky Harbor di Phoenix in Arizona distante circa 5 ore, il percorso più breve per raggiungere la Valle è tramite la I-17N., I-89N., 160E. e infine la 163N., suggestiva strada panoramica di 103 chilometri che ne attraversa il cuore regalando scorci di straordinaria bellezza.

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Tenete presente che se si accede dallo Utah il riferimento di inizio della I-163 è Bluff mentre se si accede dall’Arizona è Kayenta. Ed è proprio da questo versante, lungo questa strada che dopo aver superato un passo la vista si apre all’orizzonte e si cominciano ad intravedere a sinistra e a destra del lungo rettilineo la formazione rocciosa del “re sul trono con il suo castello”; a quel punto la magia della valle è entrata nel vivo. Per essere in piena autonomia è consigliabile noleggiare un’auto, un camper o una motocicletta.

Segnalo le distanze per raggiungere la Monument Valley da alcune località. In Arizona Sedona è a 3 ore e 30 e Flagstaff a 2 ore e 50 (89 N. e 160 E.), Kayenta è a 23 minuti (163 N.), il Grand Canyon è di circa 3 ore (64 E., Desert View Drive e 160E.). In Utah Mexican Hat è a 25 minuti e Bluff a 48 minuti (163 S.), Blanding a 1 ore e 15 e Moab a 2 ore e 30 (191 S. e 163 S.).

Se provenite da altre località, calcolate bene le distanze. A volte è necessario fare una sosta durante il tragitto e programmare con attenzione gli orari considerando anche eventuali fusi orari (regola che vale per tutti gli Stati Uniti). Ecco alcuni esempi: Salt Lake City (Utah): 6h15, Tucson (Arizona): 6h30, Las Vegas (Nevada): 6h20, Denver (Colorado): 8h, Los Angeles (California): 9h30, Albuquerque e Santa Fe (New Mexico) rispettivamente 5h e 6h.

Come vale per tutto il territorio americano anche nella “Navajo Nation’’ è necessario rispettare i limiti di velocità in quanto gli agenti della riserva non esiteranno a fermarvi e a multarvi in caso di qualsiasi infrazione.

Clima delle Monument Valley

Il clima è desertico e prevalentemente arido. Gli inverni sono freddi anche se con temperature che difficilmente vanno sotto lo zero, leggere nevicate sono rare e generalmente per non più di due giorni.

L’estate è calda con notti fresche e temperature che diminuiscono sensibilmente dopo il tramonto. La primavera è ventilata con temperature giornaliere in aprile e maggio normalmente fra 20 e 25 gradi. L’autunno può regalare giornate piacevoli anche se indubbiamente comincia a fare fresco. Il periodo con la maggior concentrazione di turisti va da maggio a settembre.

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Visitare la Monument Valley

È uno dei parchi americani più famosi, meta di tanti turisti che solitamente lo abbinano ad un viaggio in Utah e/o in Arizona oppure ad un itinerario più ampio nel sud ovest degli States che solitamente comprende anche California e Nevada.

È gestito dalla popolazione Navajo che ama e protegge questa affascinante area naturale dove in essa ha trovato anche il modo di lavorare con il turismo. Nel 1884 il presidente Chester Arthur concesse per legge questa zona ai Navajo.

Formazioni di roccia sedimentaria rossa più o meno squadrate che qui si chiamano butte, altre con guglie e pinnacoli o forme particolari; questa è l’immagine che molti di noi hanno in mente perché le abbiamo viste e riviste, ma non mancano anche altipiani più estesi (mesa), cespugli e qualche raro albero, il tutto in un’immensa area di terra e sabbia rossa dal fascino indiscusso.

Fra la vegetazione spicca la salvia viola (cespuglio dai fiori violacei), la yucca (pianta grassa simile al cactus), la purshia (piantina fiorita della famiglia delle rosacee) e il ginepro (che si adatta anche alle aree desertiche). La longevità delle formazioni rocciose, che non è consentito scalare, è dovuta al clima prevalentemente arido in quanto la scarsità di acqua rallenta l’erosione.
Ad alcune di queste, proprio per la loro sagoma, è stato assegnato un appellativo: re sul trono con il suo castello, elefante, guanto (o mano) destro e sinistro, pinnacoli-candele, profilo di un volto indiano e grande W (alcuni la definiscono “le tre sorelle”) per menzionarne alcuni.

Una parte dei visitatori sceglie di effettuare tour guidati in compagnia di esperte ed affidabili guide Navajo che conoscono ogni centimetro della valle, le sue bellezze, le piste, i sentieri, magari qualche leggenda e storia curiosa sulla loro popolazione e il sito. La puntualità solitamente contraddistingue i tour e quando se ne effettua uno in jeep è bene mettere in conto che essendo solitamente il mezzo di trasporto aperto, al termine del giro ci si ritroverà un po’ di sabbia rossa sui vestiti, il che dà un senso di avventura.

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L’alternativa è un suggestivo tour indipendente in auto che parte e termina al Visitor Center e segue un percorso di circa 27 chilometri sconnesso e non asfaltato che transita anche su letti di torrenti asciutti. Ci sono cartelli che segnalano un serio pericolo: quando piove il terreno secco non assorbe l’acqua e quando si va ad attraversare i torrenti è possibile non rendersi conto della profondità dell’acqua.

Per chi ama camminare o andare a cavallo il Wildcat Trail è un sentiero di 5 chilometri (si dovrebbero impiegare 2 o 3 ore), un percorso di moderata difficoltà fra sabbia e rocce lungo il quale si resta incantati dal panorama. Super consigliato essere qui all’alba e al tramonto quando la suggestione raggiunge il suo massimo e le foto ricordo sono spettacolari.

Un’esperienza di grande impatto è sorvolare la Monument Valley e le sue zone limitrofe in mongolfiera. Nel parco sono visibili rovine ed incisioni rupestri risalenti al tempo degli Anazasi, una tribù indiana precedente ai Navajo. Due dei punti panoramici più noti sono il John Ford Point e il John Wayne Point. Di quando in quando all’interno della valle è possibile incontrare qualche rappresentante della fauna: puma, coyote, tordi, jack rabbit (una specie di coniglio selvatico), lucertole, iguane e aquile dalla coda rossa.

Sono richiesti permessi per campeggiare indipendentemente, filmare ed organizzare eventi speciali, ad esempio matrimoni. Potete fare foto senza problemi ma solo per uso personale. E’ molto importante considerare che quest’area è un terreno sacro per i Navajo.
Oltre alla Monument Valley, anche il Rainbow Bridge National Monument e il Canyon de Chelly National Monument sono sacri in quanto si trovano fra quattro montagne venerate dai Navajo. Per qualsiasi informazione e prenotazione di tour il Visitor Center è il luogo giusto a cui fare riferimento.

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Il biglietto d’ingresso al parco costa 20$ per un veicolo non commerciale con 4 persone a bordo e 6$ in più per ogni passeggero in aggiunta. Si pagano 10$ per l’ingresso in motocicletta, bicicletta ed anche a piedi. L’accesso è gratuito per i minori di 9 anni. In un’era in cui molti di noi sono legati alle tecnologie di cellulari, tablet e computer portatili è bene tener presente che non c’è campo. È possibile trovare il wi-fi in alcuni punti del View Hotel e del Goulding’s Lodge.

Dove dormire nei pressi della Monument Valley

Le strutture ricettive di Kayenta, Mexican Hat e Bluff offrono gratuitamente sia wi-fi che parcheggio. Verificate se nella vostra tariffa la colazione è inclusa. Alcune sono pet friendly, dotate di ristorante e piscina.

Il Wetherill Inn e il Desert Rose Resort & Cabins hanno anche un gift shop. A Kayenta in Arizona in piena “Navajo Nation”, gli alberghi presenti sono Hampton Inn, Monument Valley Inn e Wetherill Inn. In Utah segnalo la piccolissima Mexican Hat con una trentina di abitanti al confine nord della “Navajo Nation”. Gli hotel qui presenti sono San Juan Inn, Hat Rock Inn, Mexican Hat Lodge e Canyonlands Motel. Sempre nello stesso villaggio il B&B Valley of the Gods è un ranch in pietra operativo tutto l’anno. Mexican Hat è anche un buon punto di partenza per visitare le meraviglie naturali del Goosenecks N.P. (a circa 15 minuti) e la Valley of the Gods (a circa 30 minuti).

Nel versante in Arizona, vicinissimo al Visitor Center e quindi a pochissima distanza dall’ingresso nella Monument Valley, The View Hotel (vista super sulla Monument ma per me ha deturpato il paesaggio) è una struttura con parcheggio, wi-fi gratuito, un ristorante e uno spazio per campeggiare. Analoghe caratteristiche le troviamo al Goulding’s Lodge all’interno alla valle nel versante dello Utah, però qui ci sono anche un negozio di generi alimentari e un museo che racconta la storia della “Valley” attraverso fotografie, oggettistica e memorabilia legati alla cultura locale ed anche al mondo del cinema. Sempre nello Utah, poco distante dall’ingresso della valle, il campeggio della catena KOA è aperto da marzo ad ottobre. Offre il servizio wi-fi limitatamente ad alcune funzioni……non pensate ad esempio di guardare un bel film in streaming. In loco si puo’ gustare pizza e nachos. Al Monument Valley Tipi Village è possibile pernottare in riproduzioni di tipiche tende indiane, in casette di legno e in camper e c’è il wi-fi gratuito.

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In Arizona a poco più di 1km e mezzo dalla congiunzione con l’highway 163 si trova il Mustang Valley Campground dove si alloggia in tende di tela ma per la vicinanza alla valle non è possibile avere il wi-fi. Si trovano comunque altre aree per campeggiare e sostare più o meno attrezzate. A Bluff si trova una maggior scelta di strutture ricettive, ad esempio: Desert Rose Resort & Cabins, La Posada Pintada e Recapture Lodge. Anche qui c’è un campeggio, il Cadilac Ranch RV Park. In Utah, Blanding è ideale per visitare più parchi senza cambiare alloggio in quanto dista circa 1 ora dal Goosenecks N.P. e dalla Valley of the Gods e circa 1 ora e 20 dalla Monument Valley e da Arches N.P. (quest’ultimo vicinissimo a Moab). Per vivere un’esperienza particolare si può pernottare in un hogan, la tipica dimora Navajo usata prevalentemente in passato dai nativi della zona che ora abitano fuori dalla valle generalmente in modeste abitazioni più simili alle nostre case. Un hogan assomiglia ad un igloo (a volta la forma è esagonale od ottagonale) costruito con tronchi di legno ed una copertura esterna di fango, più un foro centrale nel tetto che consente la ventilazione e l’utilizzo della stufa sia per cucinare che mantenere il caldo nei mesi freddi. Soggiornare qui significa mettersi alla prova senza elettricità, acqua corrente, wi-fi e linea del telefono. I letti sono materassi, sacchi a pelo o pelli di animali posti sul pavimento in terra battuta. Sono strutture semplici, per uno stile di vita a contatto con Madre Natura. Certi hogan sono usati per riti e cerimonie religiose. Anche senza pernottamento è possibile visitare, assieme ai Navajo, queste dimore; in questo caso viene normalmente mostrata l’arte della tessitura con il telaio tradizionale. E’ possibile alloggiare in un hogan “più moderno” nella porzione di Monument Valley in Utah, al Firetree B&B che propone strutture esternamente dall’aspetto tradizionale ma con letti confortevoli, elettricità e wi-fi (anche se capita che la connessione sia lenta o assente). Il bagno è situato a pochi passi dalla porta dell’alloggio. Non sono ammessi animali.

Dove mangiare nei pressi della Monument Valley

Presso l’Hampton Inn di Kayenta segnalo il Ruben Heflin Restaurant aperto tutto l’anno a cena dalle 17 alle 21 e da marzo ad ottobre dalle 11.30 alle 22. Si può scegliere se mangiare nella sala interna o nel patio gustando la buona cucina del sud-ovest con qualche tocco Navajo.

I prossimi due ristoranti che suggerisco sono aperti solo da marzo ad ottobre. A Mexican Hat provate lo Swingin Steaks del Mexican Hat Lodge. Dallo stile informale ed open air è il paradiso degli amanti della carne. Sia i tavoli che la cucina sono all’esterno perciò l’apertura è legata alle condizioni meteo e alle ore di luce.

Il Duke’s di Bluff è all’interno del Desert Rose Resort & Cabins. Dal lunedì al sabato, a pranzo e cena, si apprezzano piatti della cucina americana uniti ai sapori del sud-ovest in un ambiente casual-chic. È possibile mangiare nel bellissimo patio. Il ristorante è affacciato alle rocce che circondano l’hotel.

Shopping alla Monument Valley

E’ abbastanza comune fra i turisti portare a casa uno o più oggetti creati dalle abili mani dei Navajo. Presso il Goulding’s Gift Shop si trovano articoli prodotti nella regione e localmente dai nativi americani, mentre The Trading Post at the View Hotel propone opere d’arte contemporanee e tradizionali dei pellerossa, souvenir della Monument Valley e memorabilia di film di Hollywood girati nella Valle dei Monumenti. In alcuni punti della valle venditori Navajo espongono le loro creazioni artigianali.

Eventi alla Monument Valley

La Monument Valley Veterans Marathon si svolge in novembre e comprende diverse gare lungo percorsi polverosi e sentieri: maratona, mezza maratona, maratona per bambini e la 10 chilometri. Tranne per la maratona dei bambini le iscrizioni sono a pagamento e sono compresi i pasti prima e dopo la competizione.

Similmente all’evento precedente, in marzo si tiene la Monument Valley Ultra con tre tipi di gare di grande resistenza: la mezza maratona ed altre due corse di maggior chilometraggio (50 miler e 50K), ma di certo la grande fatica è compensata dallo scenario.

 

 

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1 commento
  • Che spettacolo! Uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai avuto la fortuna di vedere. Come potrò mai dimenticare quelle rocce, quella sabbia rossa e quel sole?
    Vorrei tanto ritornare, anche perché mi sono perso la Highway 163!