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In USA con la famiglia

In USA con la famiglia

Le giornate con i bambini

La prima volta, nel 2008, erano abbastanza piccini. Ma siamo riusciti ad organizzarci anche con la preziosa collaborazione della receptionist. Eravamo al Radisson. In America le biblioteche pubbliche organizzano spesso dei momenti ludici in base all’età dei bambini. E poi ci sono i musei… eh lo so che ai bambini non piacciono. Ma qui sono diversi: innanzitutto non avendo una gran storia, i musei hanno cose piuttosto “moderne”. E comunque tendenzialmente hanno dei laboratori interattivi dove i bambini possono fare esperienze meravigliose. Ed è qui che, la prima volta, ho capito quanto è più facile per i bambini avere a che fare con una lingua straniera: li guardavo giocare con altri bambini come se niente fosse. E gli altri bambini, non sapendo che i miei erano italiani, parlavano con loro normalmente. E, non so come, in qualche modo si capivano! E’ bellissimo guardarli. Portateli al parco se ne avete la possibilità: sedetevi su una panchina e lasciateli andare. Scoprirete che fanno più in fretta di noi a fare nuove amicizie!

D’estate è tutto più semplice: ci sono parchi di divertimento, acquatici o anche solo le passeggiate.

Ma non sottovalutate i centri commerciali: caldi d’inverno e freschi d’estate. Alcuni hanno lo spazio-gioco per i bambini: una vera valvola di sfogo!

In California è sicuramente più semplice perché ci sono molte più attrazioni… ma è anche decisamente più dispendioso. Molto! La soluzione migliore, tempo permettendo, sono le spiagge: possono correre, giocare, sfogarsi. Magari non sempre è facile fare il bagno perché l’acqua dell’Oceano è GELIDA!

Oppure scegliere un hotel con la piscina: ci si puo` comodamente rilassare mentre i bambini si scatenano in acqua. E se la piscina e` dotata di wireless, potete portarvi dietro il pc e leggere, scrivere email, collegarvi su facebook o chattare con gli amici se l’orario lo permette!

E non dimenticatevi mai di chiedere a loro cosa vogliono fare: quando mi chiedono “Cosa facciamo oggi?” io chiedo sempre cosa vorrebbero fare loro.
Poi ogni tanto fermatevi e chiedete ai vostri figli cosa li sta colpendo di piu`: le risposte potrebbero stupirvi davvero.
Ad esempio fin dal primo viaggio le due cose che li hanno colpiti di piu` in assoluto, sono state: il fatto che quando vogliamo attraversare la strada le auto SI FERMANO… eh si`! Qui succede cosi` e se non lo fai, oltre a rischiare la multa (i poliziotti non si vedono ma ci sono!), rischi il linciaggio dei cittadini che qua tengono molto ai propri diritti. E poi che quando si entra in un ristorante, a parte rari casi, appena vedono i bambini, ti portano un bel foglio da colorare o con l’enigmistica e i pastelli, e insieme il menu bambini. Non ci vuole molto, basta stampare quei disegni di cui la rete e` piena e tenere dei pastelli il cui costo e` davvero irrisorio. In questo modo i bambini si divertono e non disturbano mentre si attendono le ordinazioni. Non e` difficile ma in Italia ancora non ci sono arrivati. O solo qualcuno comincia ora.
C’e` tendenzialmente molta attenzione ai bambini.
Un’altra cosa che hanno notato anche i bambini sono i coloranti: qui, evidentemente, non ci sono i divieti che abbiamo in Europa sull’uso dei coloranti alimentari. E lo potete notare anche nei supermercati: ci sono i cereali verdi, rossi, blu; le gelatine di colori non esistenti in natura; i muffin con i colori che noi usiamo per gli evidenziatori… I lettori che hanno vissuto gli anni ‘80, come la sottoscritta, ricorderanno che tanti anni fa la FANTA era di un intenso colore arancione vivo, poi hanno tolto certi coloranti e la Fanta e` improvvisamente impallidita. Qui no! Qui ha ancora quel colore e quando la bevi la lingua diventa dello stesso colore!

Se contate di venire negli Stati Uniti per un periodo prolungato, come stiamo facendo noi, e se pensate di restare per un po’ nello stesso posto, il mio consiglio è di iscrivere i vostri figli ad un summer camp. Sono camp molto divertenti in cui spesso i bambini fanno sport (baseball, nuoto, pattinaggio, basket…) e inoltre stanno con altri bambini che li aiutano ad imparare un po’ la lingua.
Noi l’abbiamo fatto e ci hanno ringraziato in ogni modo. Io sono rimasta con loro per un supporto linguistico anche per lo staff che spesso ha indicazioni da dare e loro non riescono a capire. I bambini sono stati eccezionali, anche quelli americani: appena siamo arrivati la notizia della presenza di una famiglia italiana si è diffusa a macchia d’olio! Tutti i bambini venivano da noi a riempirci di domande di ogni genere. E in qualche modo, a volte a gesti, aiutavano i miei figli a capire e a farsi capire. E’ stata un’esperienza straordinaria per tutti, per noi e per loro!

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Responsabile Contenuti

Andrea

Adoro viaggiare, soprattutto negli Stati Uniti che sono da sempre la mia meta preferita. Nel 2009 ho deciso di fondare myusa.it per aiutare tutti coloro che desiderano organizzare una visita negli USA!